Il punto di riferimento del 3D nel ❤ della Brianza

CASE STUDY | Lampadario stampato in 3D per Maya Bay Thai Monte Carlo

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Stampa 3D e arredamento: è un ottimo binomio. Quello dell’interior design è un campo di applicazione ancora un po’ sottovalutato in associazione alle tecnologie additive. Questo perché, mentre ad esempio nell’immaginario abbiamo tantissimi modellini e mockup architettonici nonostante all’atto pratico siano pochi gli architetti a realizzarli con stampanti 3D, con l’interior design, soprattutto a livello contract, si pensa a un prodotto finale di lusso, perfetto, luccicante, chic. Insomma, difficile associare il classico oggetto di plastica 3D al valore percepito che dovrebbe intrinsecamente possedere un pezzo di arredamento unico. Nulla di più sbagliato. O meglio, bisogna aggirare l’ostacolo: avere ben presente che la stampa 3D non è solo il pezzo grezzo di plastica così come esce dalla macchina. Con la tecnologia giusta (nel caso di studio del lampadario stampato in 3D che stiamo raccontando abbiamo utilizzato stampanti 3D a resina, tecnologia LCD) e con un processo di post produzione professionale, si può dare vita a oggetti veramente unici e mozzafiato.

PROFILO AZIENDA

Piccola premessa per introdurre il lavoro svolto: il profilo del cliente. Il lampadario stampato in 3D campeggia all’interno del ristorante Maya Bay di Monte Carlo, nel Principato di Monaco, in particolare nell’area del locale dedicata al cibo Thai. È un ristorante di lusso in attività dal 2006 ed è diviso in due zone “culinarie”: quella tailandese, che richiama i paesaggi di isole paradisiache negli ambienti e negli arredi, eleganti e raffinati, oltre che nell’armonia di materiali e sapori che riportano l’Asia alla mente; e quella giapponese, dove l’attenzione è rivolta all’esaltazione della sensorialità, con piatti dal design nipponico, sapori e profumi tradizionali e suoni zen che accompagnano gli avventori in un’esperienza che va ben al di là della mera degustazione. Da fine 2021, inoltre, la proprietà del ristorante, ha annunciato l’apertura di nuovo Maya Bay a Dubai. Dello stesso gruppo si contano anche il ristorante mediterraneo e orientale Maya Jah, il ristorante italiano Maya Mia (entrambi a Monaco), il ristorante d’altura Maya Altitude sui monti di Méribel – Mottaret, in Francia, e il rifugio di lusso Refuge De La Traye sulle Alpi della Savoia.
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Indirizzo

24 Av. Princesse Grace
98000 Monaco

Sito web

www.mayabay-monaco.com/home

Mail

mayabay@mayabay.mc

Telefono

mayabay@mayabay.mc

ESIGENZA DEL CLIENTE

Quando il ristorante Maya Bay ha approvato il design di un lampadario da appendere al centro del soffitto della sala principale dell’area tailandese, siamo stati contattati dall’importante azienda di arredamento della Brianza che ha disegnato la bozza del progetto. Vista la dimensione dell’oggetto, ovvero circa 1 x 2 x 1,5 metri di ingombro, e la particolare forma che ricorda il voronoi spesso accostato alle tecnologie additive, la strada più facilmente percorribile si è rivelata affidarsi a un service di stampa 3D come il nostro. Ed è così che ha preso il via il progetto del lampadario stampato in 3D. Continua a leggere per scoprire come e con che stampanti sia stato realizzato…

PROGETTO E REALIZZAZIONE

Dall’idea alla realizzazione finale, pronta per l’installazione al Maya Bay, abbiamo impiegato poco meno di 2 mesi, con lavorazioni a frequenza quotidiana e con interventi non strettamente legati alla stampa 3D. Questo è un punto focale che spesso viene dimenticato: la stampa 3D è un metodo, un mezzo, non un prodotto. Se lo scopo deve essere la fabbricazione di un prodotto finito, nessuno vieta di integrare prototipi, oggetti o anche solo parti di oggetti, con elementi non derivanti dalla stampa 3D.

LA PROGETTAZIONE

Il cliente, ovvero l’azienda di arredamento brianzola, una volta approvato il design da parte degli architetti e dello staff di Maya Bay Monaco, ci ha fornito solamente 2 render del lampadario finale e qualche misura indicativa, lasciandoci il compito di tradurre il progetto in un disegno tridimensionale solido pronto per la stampa 3D.

Utilizzando i migliori software di modellazione 3D, abbiamo prima creato il file 3D dell’intero lampadario; una volta approvato, siamo passati alla suddivisione del lampadario in circa 60 pezzi, in modo da ottimizzare il nesting sulle nostre Sharebot Big (ovvero il posizionamento dei vari pezzi sul piatto di stampa), e quindi i tempi di stampa.
Ricordiamo infatti che il lampadario stampato in 3D misura 1 x 2 x 1,5 metri, mentre il volume di stampa della Sharebot Big si ferma a 470x240x340 mm.

Sopra gli screenshot del file 3D dell’intero lampadario in 4 viste differenti. Sotto, invece, gli screenshot del file 3D di 4 dei circa 60 pezzi in cui è stato scomposto il lampadario.

LA STAMPA IN 3D

Per realizzare tutti i pezzi in cui è stato scomposto il lampadario, abbiamo optato per la tecnologia LCD, ovvero le stampanti 3D a resina Sharebot Big. Per la precisione ne abbiamo utilizzate 3 in contemporanea per un totale di circa 1,5 mesi di stampa.

Per ottenere l’intero lampadario abbiamo utilizzato circa 50 litri di resina D-Hard Daylight; i pezzi sono stati a loro volta puliti con l’apposito liquido pulente D-Clean.

La scelta è ricaduta sulla resina per due motivi principali:

finitura superficiale: la stampa 3D a resina dà vita a pezzi lisci, con una finitura superficiale precisa e piacevole al tatto, senza che siano visibili i layer sull’asse Z come nella stampa 3D a filamento;

incollaggio: è stato possibile unire tutti i pezzi senza l’utilizzo di colle. Essendo la D-Hard una resina fotosensibile che polimerizza con la semplice luce solare (non per forza UV), per unire i pezzi abbiamo spalmato la medesima resina sulle giunture, e poi illuminata fino alla completa polimerizzazione.

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LAVORAZIONI E ASSEMBLAGGIO

Come detto poco sopra, per assemblare i 60 pezzi è stato necessario pennellare ogni giunto con la resina D-Hard, per poi illuminarla fino alla completa polimerizzazione e quindi alla saldatura dei pezzi.

Abbiamo poi provveduto all’inserimento di alcune boccole nel bordo del lampadario stampato in 3D e infine all’applicazione e al fissaggio di una piastra metallica ovale e forata, propedeutica al sostenimento del lampadario stesso sul soffitto del ristorante.

Infine abbiamo compiuto una prima carteggiatura di massima per rendere omogenea la superficie.

In corso d’opera ci è stato chiesto di aggiungere 8 supporti di ancoraggio per la struttura metallica interna che nel ristorante Maya Bay regge il nostro lampadario stampato in 3D.

Le abbiamo modellate in 3D seguendo le curvature dei punti del lampadario in cui avrebbero dovuto essere applicate e successivamente le abbiamo stampate con tecnologia a filamento (FDM, Fused Deposition Modeling).

Più precisamente, abbiamo utilizzato una stampante 3D Sharebot Q e il filamento Nylon Carbonio CFPA di TreeD Filaments, azienda produttrice di filamenti con sede a Seregno (MB).

POST PRODUZIONE

Ottenuto finalmente il lampadario stampato in 3D grezzo, nella sua interezza, lo abbiamo sottoposto a un post trattamento professionale con ulteriore carteggiatura e limatura, regolazione dei fori, stesura del fondo e infine verniciatura.

VANTAGGI RISCONTRATI

Come spesso accade quando si parla di progetti realizzati tramite stampa 3D, anche nel caso del lampadario stampato in 3D per Maya Bay Monaco la soluzione additiva si è rivelata la più conveniente da tutti i punti di vista, a partire dai due dati che interessano il cliente: i costi e le tempistiche, i due principali vantaggi della stampa 3D.

A livello di costi, infatti, l’unica alternativa fisicamente percorribile per ottenere un lampadario di quelle dimensioni, di quella forma e soprattutto di quelle geometrie che richiamano il voronoi, sarebbe stata quella del metallo. L’azienda di arredamento brianzola nostra cliente ha vagliato l’ipotesi, ma il costo si è attestato sui 200mila euro, una cifra nettamente superiore a quanto effettivamente speso per il lampadario stampato in 3D.

Anche per quanto riguarda le tempistiche abbiamo riscontrato un notevole risparmio: come detto, abbiamo realizzato il lampadario, dalla progettazione alla consegna, in poco meno di 2 mesi.

Avere svolto l’intero lavoro internamente a 3D Store Monza, inoltre, ha permesso al cliente di tutelare progetti e privacy: ovviamente garantiamo sempre la massima riservatezza anche in assenza di N.D.A., ma dal punto di vista del cliente è sempre rassicurante sapere che meno persone possibili, per quanto professionisti, maneggino file o informazioni sensibili.

Infine, grazie alla stampa 3D è stato possibile progettare velocemente, stampare e installare in corso d’opera i supporti di ancoraggio in Nylon additivato fibra di carbonio al 15%, ulteriore misura di sicurezza per la tenuta del lampadario sul soffitto del Maya Bay.

FOTOGALLERY @ MAYA BAY

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