Il punto di riferimento del 3D nel ❤ della Brianza

Una stampante 3D Sharebot dall’altra parte del mondo: è la più lontana

metal one auckland

Le verdi brughiere che hanno fatto da inconfondibile ambientazione ne Il Signore degli Anelli, la celeberrima Nazionale di rugby degli All Blacks, i kiwi (intesi sia come frutti che come uccelli)…

Da oggi però pensando alla Nuova Zelanda, assoceremo anche un’ulteriore immagine: quella della Sharebot Metal One. Avete capito bene, perché l’Università di Auckland (in maori Te Whare Wānanga) ha scelto proprio questa stampante 3D a sinterizzazione metallica per metterla a disposizione dei professori, degli studenti e soprattutto dei ricercatori dei tre Istituti di ricerca dell’Università: Auckland Bioengineering Institute (ABI), The Liggins Institute e National Institute of Creative Arts and Industries.

PROTOTIPAZIONE E R&D

Ma per quale motivo dalla Città delle vele hanno optato proprio per la Sharebot Metal One? Sicuramente per sviluppare prototipi metallici con il processo della sinterizzazione e per fare Rapid Tooling, ma soprattutto perché questa stampante 3D è l’ideale per svolgere ricerca sui materiali, per molteplici motivi.

In primis è una delle stampanti 3D a sinterizzazione metallica più veloci, soprattutto in fase di avvio, il che permette di ottimizzare i tempi soprattutto in un ambiente fortemente scandito dagli orari come l’Università.

Inoltre, con una camera di stampa non eccessivamente grande, si può impiegare una quantità ridotta di materiale per poter svolgere test e analisi. Questo consente di risparmiare sul materiale, unitamente al fatto che tutta la polvere non sinterizzata può essere recuperata e riutilizzata nelle stampe successive.

IL MADE IN ITALY CHE CONQUISTA, SEMPRE

Sharebot Metal One all’Università di Auckland è una storia di successo, un esempio di made in Italy d’eccellenza che – come sempre nella storia – conquista e attrae consumatori e investitori stranieri. Siamo orgogliosi che un nostro prodotto, completamente ideato, progettato, sviluppato e fabbricato in Italia (e più precisamente in Brianza), abbia compiuto il giro del mondo per arrivare a destinazione: a oggi è la stampante 3D di Sharebot più lontana dalla casa madre.

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